Gli ospiti illustri a Gressoney

La regina e il castello

Inizialmente la Regina Margherita di Savoia veniva a Gressoney ospite del Barone Luigi Beck Peccoz, successivamente suo marito il Re Umberto I le fece costruire il castello in località Belvedere, castello dall’aspetto fiabesco, fiore all’occhiello di Gressoney. Lì, dalla finestra del suo soggiorno, la Regina scrutava ogni vetta del massiccio del Monte Rosa. Il castello fu inaugurato nell’agosto 1904 e divenne la dimora estiva della regina fino al 1925, a pochi mesi dalla sua morte avvenuta il 10 gennaio 1926. Oggi è divenuto sede di manifestazioni artistiche e culturali. La regina attirò a Gressoney personaggi dell’aristocrazia e della cultura tra i quali i poeti Giuseppe Giacosa (1897) e Giosuè Carducci (1898). Nel 1893, a quota 4554, sulla Punta Gnifetti, venne inaugurata la capanna, osservatorio intitolato a suo nome. Da quell’altitudine la regina contemplò il sorgere del sole ed esclamò: «Dinnanzi a questa grandezza di monti e a questa solenne distesa di ghiacciai, tace il dubbio misero e la fede s’innalza forte e vivace a Dio».  Nel percorso da Pont Saint Martin a Gressoney, la Regina faceva sosta a Issime per il cambio cavalli e talvolta capitava che dovesse sostituire la carrozza con la slitta a causa di un’improvvisa nevicata.

 

 

 

Giosuè Carducci

Nel 1889 la Regina Margherita di Savoia invitò a Gressoney Saint Jean il poeta Giosuè Carducci che alloggiò all’albergo Miravalle. Durante il suo soggiorno egli compose sonetti in onore della Regina, ma anche poesie ispirate alla bellezza della Valle tra le quali In riva al Lys, datata 8 agosto 1898. Alla Regina Carducci dedicò Ode alla Regina d’Italia, Il liuto e la lira, A Margherita Regina d’Italia.

Nel 1895 Carducci scendeva da Gressoney, con la prediletta nipotina Elvira: giunto a Gaby, decise di fermarsi, colpito dal paesaggio fiabesco, e dedicò un canto alla bella cascata di Niel. A Gaby albergò al nuovo “Albergo dei Colli Vecchia e Mologna” costruito per i viandanti che varcando i valichi alpini cercavano riparo per la notte. Fu lì che Carducci vide sulla soglia Maria Stevenin e chiese ospitalità. Il giorno seguente Maria, incuriosita, domandò a Carducci cosa stesse scrivendo. Per tutta risposta lui le promise che le avrebbe inviato i versi che stava componendo e così fu: alcuni giorni più tardi la donna ricevette il carme a lei intitolato, L’Ostessa di Gaby, datato 27 agosto 1895. Lo stesso giorno Carducci scrisse Mezzogiorno Alpino.

 

 

Ludwig Von Welden

Colonnello dell’Imperial Regio Esercito Austriaco e naturalista, fu inviato in Italia nel 1821 per reprimere i moti carbonari. Visitò diverse comunità di origine alemanna e nel 1822 si recò a Gressoney ove condusse approfondite ricerche sulla flora e sulla fauna. La punta LUDWIGSHOEHE fu a lui intestata. Prima di lui, nel 1789, Orace Benedict De Saussure aveva scoperto la presenza dell'etnia tedesca a sud della catena del Rosa, i Walser, e nel suo Voyage dans les Alps la definì come «une espèce de garde allemande... je veux dire des villages allemands situés autour du Mont Rose».

Jean Sebastien

Il più illustre antenato della famiglia Linty (1739-1819): nacque a Wengen in Germania, a 8 anni fu portato a Châtillon, qui iniziò gli studi, fino alla laurea in Diritto a Torino. In seguito si trasferì ad Aosta. Il 17 ottobre 1777 divenne segretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri di Torino, redasse l’atto di matrimonio del Principe Vittorio Emanuele I con la principessa d’Austria, Maria Teresa, nel 1783. Nel 1791 fu nominato Commendatore dell’ordine dei santi Maurizio e Lazzaro e direttore dell’Ospedale Mauriziano di Aosta. Riorganizzò l’ospedale, dove affluirono nuovi lasciti, e fece costruire una nuova corsia. Il Governo francese gli propose di trasferirsi a Parigi nella qualifica di Direttore degli Ospedali Riuniti ma egli non accettò, inviando una relazione nella quale chiariva la necessità della sua opera ad Aosta. Nel 1819 lasciò la sua eredità all’ospedale per la creazione di una nuova corsia per le donne, realizzata poi dal suo successore.

Gressoney: fonte d’ispirazione per poeti e artisti, luogo di villeggiatura di nobili e sovrani

Primo fra tutti Leonardo Da Vinci, che all'inizio del ‘500 si avventurò sulle pendici del Monte Rosa (da lui chiamato Monboso), affascinato dalle sue cime coperte di ghiaccio anche d'estate e che volle ricordare nel suo celebre codice Monboso.... montagna che si leva in tanta altura che quasi passa tutti li nuvoli. Nel 1773 fu l’imperatore d’Austria Francesco II a scendere in incognito a Gressoney dal Colle Valdobbia e grazie ad alcuni scritti si è venuti a conoscenza del suo pernottamento presso un certo Curta. Tra i viaggiatori inglesi ricordiamo J.D. Forbes, naturalista e pittore che nell’agosto 1842 salì sul ghiacciaio del Lys, e Theofile Ladner, pittore di fama che nel periodo 1850-1852 immortalò diversi paesaggi e fece numerosi ritratti di famiglia. Fino alla metà del XIX secolo i viaggiatori trovavano alloggio presso case private, solo successivamente si sviluppò l’attività alberghiera; il primo albergo gressonaro fu inaugurato nel 1800, era l’hotel De La Pierre. Tra i suoi ospiti ricordiamo il reverendo Samuel W. King (1855), Lady Cole (1858), scrittrice e pittrice, il Duca di Genova Ferdinando (1864), padre della Regina Margherita e ospite del Barone Beck Peccoz Luigi.
Altri alberghi a partire dal 1861: l’Hotel du Nord e Monte Rosa di Sebastiano Linty, l’hotel Pensione Thédy nel 1880 a Gressoney La Trinité, l’hotel Lyskamm della famiglia Busca a Saint Jean nel 1887.

Altri ospiti: Re Umberto I Vittorio Emanuele, il Principe di Piemonte Maria José (1838 - 1989 dopo l’esilio in Svizzera); Joseph Mallord William Turner: celebre pittore inglese, la sua presenza è incerta, potrebbe essere tra il 1817 ed il 1819; Leone Tolstoj visitò la Valle del Lys nel giugno 1857, da Torino raggiunse Gressoney Saint Jean, prima in diligenza, poi a piedi e a dorso di mulo. Nel 1894 giunse a Gressoney Monsignor Achille Ratti (che divenne Papa Pio XI), per scalare la punta Gnifetti e la Testa Grigia: «Partiti alle 6 da Gressoney, saliti sino a una cappella, aria pura e rarefatta, suoni chiari sui monti, un ragazzo canta, discesa, aromi odori di segala e melissa, canto di cuculo sui monti»; Giuseppe Giacosa (1897): poeta che scrisse Novelle e Paesi Valdostani ispirandosi alla famiglia di Franz Welf a Cortlys; Francesco Pastonchi soggiornò a Lysbalma, dove scrisse numerose composizioni; W. Mathews fece la prima traversata del Felikjoch, con F. W. Jacob e la guida Michel Craz di Chamonix: impiegarono 17 ore da Cortlis a Wematt, compiendo per primi l’ascensione al Castore percorrendo la Cresta Sud-Est; Senatore Perazzi (1879), alpinista, a lui fu dedicata una punta del Rosa; Quintino Sella, geologo, matematico e politico; Senatore Albertini.
Nobili: Deslex Nobili Borgogna.
Poeti, scrittori e pittori, il prof. Lupo e il Falchetti.
Statisti: Einaudi Pella Togliatti Saragat Pandolfi. Presidente della confederazione elvetica: Musy; Presidente della corte di Cassazione Eula e Baffi, Governatore della Banca d’Italia.
Scultori: Mastroiammi e Moore.
Pittori: Velan, Nespolo Ugo. Senatore: Prof. Gallo. Pittore del Papa: Consadori.
Tanti e tanti altri che scelgono la nostra valle, per isolarsi dallo stress e dal caos quotidiano della città, preferiscono restare anonimi nel rispetto della privacy.
 

logo

Hotel Lyshaus
località Tschoarde, 1 11025
Gressoney-Saint-Jean
Valle d'Aosta - Italia

© 2017 All rights reserved.

In God we trust

Social

Prenota ora!